Che cos'è il concorso per funzionari dell'Agenzia delle entrate
L'Agenzia delle entrate è il più grande datore di lavoro tributario del Paese, e da qualche anno è anche uno dei più costanti nel bandire concorsi. Il precedente più importante è il bando per 2.700 funzionari con profilo giuridico-tributario per attività di controlli fiscali e servizi fiscali (atto n. 290773 dell'11 luglio 2025), pubblicato su inPA e chiuso l'11 agosto 2025, che ha raccolto quasi centomila candidature per una sola prova scritta svolta il 29, 30 e 31 ottobre 2025 in nove città. Chi entra in Agenzia con questo profilo fa esattamente il lavoro che il bando descrive: analisi e selezione dei soggetti da controllare, verifiche e accessi mirati, indagini finanziarie, accertamenti e atti di contestazione con la relativa motivazione, adempimento collaborativo, accertamento con adesione, tutoraggio delle grandi imprese, servizi e assistenza ai contribuenti.
Guardando avanti, il DPCM del 2 luglio 2026 ha autorizzato l'Agenzia ad assumere complessivamente 1.022 unità di personale a tempo indeterminato, di cui circa 730 nell'area dei funzionari — tributari e amministrativi — oltre a 335 assistenti e a un contingente dirigenziale. Sono i numeri che alimenteranno i prossimi bandi.
Su questo punto siamo espliciti, perché è l'unico modo di essere utili: alla data in cui leggi non risulta pubblicato su inPA un nuovo bando per funzionari tributari con una scadenza ufficiale. Per questo su questa pagina non troverai nessun conto alla rovescia inventato. Quello che c'è, e che vale la pena usare, è un formato d'esame ricorrente: una sola prova scritta a quiz, valutata in trentesimi, con soglia di idoneità a 21/30, sulle stesse materie elencate bando dopo bando. Chi si prepara su quel programma non si prepara a una singola procedura: si prepara alla famiglia di concorsi che l'Agenzia continua a bandire.
Chi può partecipare
Per il profilo di funzionario giuridico-tributario il bando del 2025 richiedeva una laurea almeno triennale in ambito giuridico, economico o politico-sociale — fra le altre scienze dei servizi giuridici, scienze dell'amministrazione e dell'organizzazione, scienze politiche e delle relazioni internazionali, scienze economiche, economia e gestione aziendale — oltre alle lauree magistrali, specialistiche e del vecchio ordinamento in giurisprudenza, economia e commercio e scienze politiche. L'unico elenco di classi di laurea che fa fede è quello del bando che stai leggendo: le esclusioni per titolo non ammesso sono la prima causa di scarto e la valutazione è automatica.
Restano fermi i requisiti generali di accesso al pubblico impiego: cittadinanza, godimento dei diritti civili e politici, idoneità fisica, assenza di condanne che impediscano il rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione, assenza di destituzione o licenziamento da precedenti impieghi pubblici. Il contributo di partecipazione previsto dal bando 2025 era di 10 euro, rimborsabile a chi si presentava effettivamente alla prova. La domanda si presenta soltanto sul portale inPA, con SPID, CIE o CNS.
Com'è fatta la prova scritta
La selezione prevede un'unica prova scritta, ai sensi dell'art. 35-quater, comma 3-bis, del D.lgs. 165/2001: nessuna preselettiva, nessuna prova orale. Consiste in una serie di quesiti a risposta multipla, si svolge in modalità informatica su tablet ed è valutata in trentesimi: si è idonei con almeno 21/30. La graduatoria si forma sul punteggio della sola prova scritta.
Le materie sono elencate al punto 6 del bando: diritto tributario ed elementi di teoria dell'imposta; diritto civile e commerciale; diritto dell'Unione europea; diritto amministrativo; contabilità aziendale; diritto fallimentare e della crisi e dell'insolvenza d'impresa; elementi di diritto penale, con particolare riferimento ai reati contro la pubblica amministrazione e ai reati tributari. Nella stessa sede si procede all'accertamento della lingua inglese e della conoscenza delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche più diffuse, come impone l'art. 37 del D.lgs. 165/2001.
Sul numero esatto di quesiti e sui minuti a disposizione va detta una cosa netta, perché altrove non la troverai: il bando non li fissa. Li stabilisce la commissione nei criteri di valutazione, pubblicati prima di ogni prova. Il formato che l'Agenzia ha pubblicato nei propri criteri per le prove a quiz dei concorsi recenti è 40 quesiti in 60 minuti, con risposta esatta +0,75, risposta errata −0,0833 e risposta omessa 0: la nostra simulazione riproduce esattamente quel sistema. Verifica sempre i criteri della procedura che ti riguarda.
| Blocco | Quesiti | Risposta esatta | Risposta errata |
| Quesiti sulle materie d'esame del bando | 32 | +0,75 | -0,0833 |
| Logica e comprensione (allenamento, non previsto dal bando) | 4 | +0,75 | -0,0833 |
| Situazionali sulle competenze del profilo (allenamento) | 4 | +0,75 | punteggio graduato: 0,375 la risposta neutra, 0 la meno efficace |
Il sistema di punteggio merita attenzione perché è meno punitivo di quello dei concorsi RIPAM: l'errore costa un dodicesimo di quanto vale una risposta esatta, non un terzo. La conseguenza operativa è precisa e conviene interiorizzarla: con quattro opzioni conviene quasi sempre rispondere, perché anche tirando a caso il valore atteso resta positivo, e diventa decisamente positivo appena si riesce a escludere un'alternativa. Lasciare in bianco ha senso solo quando la domanda è del tutto estranea e il tempo residuo è meglio speso altrove.
L'altra variabile è il ritmo: novanta secondi a domanda su un programma che spazia dal diritto tributario alla contabilità significa che non si può restare bloccati. La velocità di riconoscimento non si allena leggendo, si allena facendo prove cronometrate complete.
Il programma d'esame e come è costruita questa banca dati
Il programma del profilo tributario non è un elenco generico: è una lista di materie che si ripete, con poche variazioni, da un bando all'altro. Il cuore è il diritto tributario, e dentro quel cuore ci sono blocchi con logiche diverse fra loro. La parte generale — riserva di legge e capacità contributiva, struttura dell'obbligazione, sostituto e responsabile d'imposta — e lo Statuto del contribuente nella versione riscritta dal D.lgs. 219/2023, che è la riforma che più ha cambiato il mestiere del funzionario: contraddittorio preventivo generalizzato dell'art. 6-bis, motivazione rafforzata, il nuovo catalogo delle invalidità con nullità testuale e annullabilità, inutilizzabilità delle prove acquisite in violazione di legge, autotutela obbligatoria e facoltativa.
Poi il procedimento: accertamento con i suoi metodi (analitico, analitico-induttivo, induttivo puro, sintetico), poteri istruttori e indagini finanziarie, termini di decadenza, avviso esecutivo, adesione e acquiescenza, ISA, concordato preventivo biennale e adempimento collaborativo. La riscossione dopo il D.lgs. 110/2024, con la nuova rateazione fino a 84 rate e il discarico automatico delle quote. Il contenzioso davanti alle Corti di giustizia tributaria dopo la L. 130/2022 e il D.lgs. 220/2023, con l'onere della prova a carico dell'amministrazione e l'abrogazione del reclamo-mediazione. Il sistema sanzionatorio riscritto dal D.lgs. 87/2024 e i reati tributari del D.lgs. 74/2000 con le loro soglie.
Accanto, i singoli tributi: IVA con territorialità, detrazione, pro rata, reverse charge e fatturazione elettronica; IRPEF con le aliquote in vigore dal 2026 (23, 33 e 43 per cento dopo la legge 199/2025); IRES e IRAP con derivazione rafforzata, participation exemption, interessi passivi e ROL; registro, successioni e altri tributi indiretti dopo la riforma organica del D.lgs. 139/2024, con l'autoliquidazione. E poi diritto amministrativo e ordinamento delle agenzie fiscali, pubblico impiego e deontologia del funzionario, contabilità aziendale e crisi d'impresa.
Abbiamo scritto una banca dati che segue quell'elenco voce per voce, con una regola che non abbiamo mai derogato: ogni domanda cita la norma da cui deriva la risposta, con articolo e decreto, e la spiegazione dice perché le altre tre opzioni sono sbagliate. Non è un dettaglio estetico. Una banca dati di quiz senza fonte è impossibile da verificare: se una risposta è sbagliata — e succede, in tutte le banche dati — non hai modo di accorgertene. Con l'articolo sotto la risposta controlli su Normattiva in trenta secondi.
| Materia del programma | Domande | Argomenti |
| Statuto del contribuente e principi del diritto tributario | 45 | 6 |
| Accertamento tributario | 55 | 6 |
| Riscossione dei tributi | 50 | 6 |
| Contenzioso tributario, sanzioni e reati tributari | 50 | 6 |
| IVA — imposta sul valore aggiunto | 55 | 6 |
| IRPEF — imposta sul reddito delle persone fisiche | 50 | 6 |
| IRES, reddito d'impresa e IRAP | 45 | 6 |
| Registro, successioni e altri tributi indiretti | 45 | 6 |
| Diritto amministrativo e ordinamento dell'Agenzia | 45 | 6 |
| Pubblico impiego e deontologia del funzionario fiscale | 40 | 6 |
| Contabilità aziendale, bilancio e crisi d'impresa | 40 | 6 |
| Logica, ragionamento numerico e comprensione | 40 | 6 |
| Informatica e competenze digitali | 30 | 6 |
| Lingua inglese | 30 | 6 |
| Quesiti situazionali | 35 | 6 |
| Totale | 655 | 90 |
Due blocchi vanno spiegati, perché non stanno nell'elenco delle materie del bando e li abbiamo aggiunti apposta. I 40 quesiti di logica e comprensione servono perché ogni prova a quiz misura anche la velocità di lettura e la capacità di non cadere nelle trappole sintattiche («solo se», «salvo», «né… né»): li abbiamo tarati sul linguaggio degli atti tributari, con calcoli su aliquote, scaglioni, scorpori e riduzioni sanzionatorie.
I 35 quesiti situazionali nascono invece da una riga del bando che quasi nessuno legge: alla voce «Competenze» il profilo giuridico-tributario richiede espressamente problem solving, impegno e affidabilità, collaborazione e lavoro di squadra, comunicazione e organizzazione del proprio lavoro, flessibilità. Sono le stesse competenze che i quesiti situazionali misurano nei concorsi che li prevedono, e sono quelle su cui si gioca il lavoro quotidiano di chi fa controlli: il conflitto di interessi con un parente, il regalo dopo una verifica, l'errore proprio da segnalare, il dato riservato chiesto da un conoscente. Ogni spiegazione dichiara quale competenza la risposta preferita mette in gioco. La risposta più efficace vale 0,75, due intermedie 0,375 e quella inefficace zero.
Come conviene prepararsi
Con un programma così ampio e una sola prova che decide tutto, il metodo che funziona ha tre movimenti. Il primo è coprire il programma: fare almeno una volta tutte le domande di ogni materia in modalità libera, leggendo la spiegazione anche quando la risposta è esatta, perché è lì che si impara la norma e non nella scelta fortunata. Il secondo è tornare sugli errori: le domande sbagliate restano salvate e il ripasso le ripropone finché non sono chiuse tutte. Il terzo, nell'ultima parte del tempo, è la simulazione cronometrata nel formato reale, con il punteggio calcolato come nella prova vera, penalità comprese.
Una nota sulla priorità delle materie, perché il programma è vasto e il tempo no. Il diritto tributario — parte generale, accertamento, riscossione, contenzioso e i singoli tributi — è la parte che pesa di più e va presidiata per prima. Diritto amministrativo, pubblico impiego, contabilità, inglese e informatica sono il completamento: costano meno tempo e restituiscono punti facili, perché le domande sono più prevedibili. Nell'ordine in cui le trovi qui sotto c'è già questa gerarchia.
Domande di esempio, con la fonte
Queste vengono dalla banca dati, non sono scritte per la vetrina. Sotto ognuna trovi la spiegazione e l'articolo esatto.