Che cos'è il concorso RIPAM Coesione per 882 specialisti tecnici
È il concorso più grande mai bandito per profili tecnici negli enti territoriali del Mezzogiorno. Lo ha indetto la Commissione RIPAM per conto del Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri, e non è un reclutamento come gli altri: nasce dentro il PN Capacità per la Coesione 2021-2027 (PN CapCoe), il programma nazionale che l'Italia ha costruito con le risorse della politica di coesione europea 2021-2027 proprio per rafforzare la capacità amministrativa degli enti che quelle risorse devono spenderle. In altre parole, le 882 persone che entreranno sono assunte per far funzionare la macchina che gestisce i fondi strutturali: progettare opere, istruire gare, seguire cantieri, rendicontare spesa europea.
I posti sono a tempo indeterminato e distribuiti su sette regioni: Sicilia 269, Campania 237, Puglia 168, Calabria 104, Sardegna 61, Basilicata 35, Molise 8. Gli enti destinatari sono Regioni, Città metropolitane, Province, Unioni di Comuni e singoli Comuni: significa che la stessa graduatoria alimenta amministrazioni molto diverse per dimensione, dal capoluogo metropolitano al comune di quattromila abitanti che oggi non ha un ufficio tecnico strutturato. È esattamente il divario che il programma vuole colmare.
La domanda si presenta soltanto sul portale inPA, entro il 23 settembre 2026 alle 23:59, con un contributo di partecipazione di 10 €. Il termine è di trenta giorni dalla pubblicazione dell'avviso ed è perentorio: chi arriva dopo non viene ammesso, senza eccezioni e senza riaperture. Al momento in cui leggi mancano 16 giorni.
Chi può partecipare
Il profilo è quello di specialista tecnico laureato: il bando richiede lauree magistrali o del vecchio ordinamento nelle classi dell'ingegneria civile e ambientale, dell'architettura, della pianificazione territoriale e urbanistica, dell'ingegneria per l'ambiente e il territorio e affini, oltre a un numero di lauree triennali equipollenti indicate nell'avviso. Poiché l'elenco delle classi ammesse e le eventuali equiparazioni sono l'aspetto su cui si concentrano quasi tutte le esclusioni, l'unico elenco che fa fede è quello che leggi nel bando pubblicato su inPA: verificalo prima di pagare il contributo, perché la valutazione dei titoli è automatica e non ammette interpretazioni.
Restano fermi i requisiti generali di accesso al pubblico impiego: cittadinanza, godimento dei diritti civili e politici, idoneità fisica, assenza di condanne che impediscano il rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione, posizione regolare rispetto agli obblighi di leva dove ancora rilevante.
Com'è fatta la prova scritta
La prova è unica, scritta, in modalità digitale e organizzata su base territoriale. Dura 60 minuti e propone 40 quesiti a risposta multipla, per un punteggio massimo di 30 punti. La soglia di idoneità è fissata a 21/30: chi resta sotto non entra in graduatoria, indipendentemente dal punteggio degli altri.
Novanta secondi a domanda, in media. È il dato che cambia il modo di prepararsi: non basta sapere la risposta, bisogna riconoscerla in fretta. E la struttura del punteggio rende il calcolo ancora più delicato, perché la risposta sbagliata toglie punti mentre quella non data non ne toglie.
| Blocco | Quesiti | Risposta esatta | Risposta errata |
| Quesiti tecnico-professionali | 25 | +0,75 | -0,25 |
| Logica e ragionamento critico-verbale | 8 | +0,75 | -0,25 |
| Quesiti situazionali | 7 | +0,75 | punteggio graduato: 0,375 la risposta neutra, 0 la meno efficace |
Il conto è presto fatto: per arrivare a 21 punti servono circa ventotto risposte esatte su 40 senza errori, e ogni errore ne costa un terzo. Rispondere a caso, con quattro opzioni, ha valore atteso leggermente positivo solo se si riesce a escludere almeno un'alternativa; tirare a indovinare alla cieca, in questo formato, è un modo lento per perdere punti. È il motivo per cui la parte di allenamento che conta di più non è ripassare i concetti, ma esercitarsi a riconoscere in pochi secondi la trappola dell'opzione plausibile.
Il programma d'esame e la nostra banca dati
Il programma del bando elenca voce per voce le materie tecniche: regolamenti europei sui fondi strutturali, rischio idrogeologico e sismico, valutazioni ambientali, sicurezza sul lavoro e nei cantieri, lavori pubblici e contratti, progettazione di infrastrutture viarie e tecniche costruttive, pianificazione urbanistica e governo del territorio, edilizia, tutela dei beni culturali e del paesaggio, estimo, catasto e topografia, espropriazione per pubblica utilità. A queste si aggiungono l'inglese di livello B1 e le competenze digitali, che nella prova confluiscono insieme alla logica.
Abbiamo scritto una banca dati che segue quell'elenco riga per riga. Non è una raccolta generica di quiz tecnici: ogni blocco corrisponde a una voce del programma, e ogni domanda cita la norma da cui deriva la risposta, con articolo e decreto, così che tu possa verificarla in trenta secondi su Normattiva invece di fidarti di noi.
| Materia del programma | Domande | Argomenti |
| Fondi strutturali e politica di coesione UE | 80 | 7 |
| Contratti pubblici e realizzazione dei lavori | 90 | 8 |
| Governo del territorio, urbanistica ed edilizia | 75 | 8 |
| Valutazioni ambientali: VIA, VAS, AIA | 60 | 6 |
| Rischio idrogeologico e sismico | 55 | 6 |
| Sicurezza nei cantieri e nei luoghi di lavoro | 65 | 7 |
| Tecnica delle costruzioni e infrastrutture stradali | 50 | 8 |
| Estimo, catasto e topografia | 45 | 8 |
| Espropriazione per pubblica utilità | 40 | 8 |
| Tutela dei beni culturali e del paesaggio | 45 | 8 |
| Quesiti situazionali organizzativo-gestionali | 60 | 8 |
| Totale | 665 | 82 |
I 60 quesiti situazionali meritano una nota a parte, perché sono la novità che spiazza di più. Descrivono una situazione concreta di lavoro — un ritardo di cantiere che mette a rischio una rendicontazione, un rinvenimento archeologico durante uno scavo, un regalo di un'impresa dopo un collaudo — e chiedono che cosa faresti. Non c'è la risposta giusta e le altre sbagliate: c'è la risposta più efficace, che vale 0,75, due risposte intermedie che ne valgono 0,375 e una risposta inefficace che vale zero. Ogni nostra spiegazione dice esplicitamente quale competenza organizzativo-gestionale la risposta preferita mette in gioco, perché è quello il criterio con cui questi quesiti vengono costruiti e corretti.
Come conviene prepararsi
Con 16 giorni davanti e 60 minuti di prova, il metodo che funziona è sempre lo stesso e ha tre movimenti. Il primo è coprire il programma: fare almeno una volta tutte le domande di ogni blocco, in modalità libera, leggendo la spiegazione anche quando la risposta è esatta — perché è lì che si impara la norma, non nella scelta fortunata. Il secondo è tornare sugli errori: le domande sbagliate restano salvate e la modalità di ripasso le ripropone finché non sono chiuse tutte. Il terzo, nell'ultima parte del tempo, è la simulazione cronometrata nel formato reale, che è l'unica cosa che allena la velocità e il sangue freddo del penalizzato.
Sulla scelta di rispondere o lasciare in bianco: con il malus di 0,25 la regola pratica è rispondere quando riesci a escludere almeno una delle quattro opzioni, e lasciare in bianco quando la domanda ti è completamente estranea. Nei quesiti situazionali, invece, conviene rispondere sempre: la risposta meno efficace vale zero, non toglie nulla, e nella maggior parte dei casi si riesce almeno a scartare l'opzione palesemente sbagliata.
Domande di esempio, con la fonte
Queste vengono dalla banca dati, non sono scritte per la vetrina. Sotto ognuna trovi la spiegazione e l'articolo esatto.